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mercoledì 17 agosto 2016

Vi consiglio...3


Cari amici del blog,
oggi ho un consiglio libresco da proporvi: I Guardiani dell'Efterion di Francesco Ambrosio (Biblioteka edizioni). Avete già letto l'intervista (cliccate QUI per leggerla) però è il momento ora di parlarvi un po' più diffusamente di questa opera prima di questo giovane scrittore. Potete trovare il romanzo cliccando QUI. Queste, invece, sono le pagine fan dedicate al romanzo: clicca QUI pagina autore, clicca QUI pagina dedicata al romanzo.

Qui di seguito la trama:

Un uomo che scappa da una clinica psichiatrica, una bambina russa che viene condotta contro la sua volontà su un pianetino chiamato Efterion sul quale si erge l'omonimo grande tronco che con i suoi tanti rami e radici veglia sull'armonia dell'intero universo.
La loro storia si incrocerà con quella di altri alieni, fino alla formazione di una vera e proprio squadra di guerrieri volta a combattere innumerevoli nemici e cercare di riportare l'armonia e la pace nello spazio, sempre in nome dell'Efterion. La Terra, quindi, è solo il punto di partenza, ma il viaggio continuerà tra pianeti e stelle diverse, spesso molto particolari. Ma da cosa dipende veramente l'oscurità che per secoli ha intrappolato l'universo? Battaglie, tanti nemici, colpi di scena continui, intrighi e segreti oscuri si susseguiranno fino all'ultima pagina, per arrivare a svelare l'origine di tutto.
Il romanzo d'esordio di Francesco Ambrosio è una rutilante avventura fantastica in cui la sempiterna lotta tra bene e male deflagra in tutta la sua potenza.
Un romanzo denso, enigmatico, ricco di immaginazione, di paesaggi irreali e di personaggi contraddittori e, proprio per questo, estremamente affascinanti.

L'Autore


Francesco Ambrosio nasce a Caserta il 16 Dicembre del 1990. Dopo il diploma presso il Liceo Classico "Francesco Durante" di Frattamaggiore e una iniziale esperienza universitaria ha intrapreso varie strade che hanno comunque contribuito ad alimentare la sua passione per la scrittura. Ama creare, inventare storie che travalicano i limiti della realtà. Gli piace leggere, è un appassionato di thriller storici e fantasy. Tra le sue passioni ci sono il cinema, lo sporto e nell'ultimo anno ha colivato anche la passione per i balli caraibici. Inoltre, pensa sempre a crescere e a migliorarsi in ogni cosa che fa, perché sa che non si smette mai di imparare nella vita.


L'estratto (dal Capitolo 2 - I guardiani dell'Efterion)


Tanti rami e radici grigie generati da un unico grande tronco si estendevano su tutta la superficie di quel pianetino fino al suo nucleo. In essi scorreva un'energia dai sottilissimi fasci di luce azzurrina che a tratti si tramutava in un verde acqua da dare l'impressione di un prezioso fiume preservato dal tempo. Lo si potrebbe definire "una pianta ribelle" perché era del tutto singolare in quanto era allo stesso tempo anche una dimensione aperta in continuo e lento movimento. Infatti non si trovava mai nella stessa posizione anzi attraversava galassie da cui però era impossibile poterlo ammirare perché era invisibile. Si chiamava Efterion e il suo nome traeva origine dal grande Tronco che lo sovrastava e lo ricopriva con le sue radici e secondo la leggenda anche dalla prima Entità che aveva regnato su quel pianetino, un alieno chiamato appunto Efterion.
Il booktrailer





lunedì 15 agosto 2016

Intervista a... Francesco Ambrosio

Cari amici del blog, è con noi oggi lo scrittore Francesco Ambrosio, un giovanissimo autore, che ha deciso di raccontarsi attraverso le mie domande. Scopriamo insieme cosa ha detto...


Lo scrittore Francesco Ambrosio

Domanda: Ciao, vuoi presentarti un po' ai lettori del mio blog?
Francesco: Sono Francesco ho 25 anni, amo molto scrivere e creare mondi fantastici che rompono le barriere della realtà. Va bene come presentazione? Non vorrei dilungarmi troppo per non annoiare chi leggerà questa intervista...

D: Descriviti con cinque aggettivi, spiegando il perché...
F: Umile perché mi piace sempre imparare dagli errori e crescere come persona, sognatore perché mi piace sognare, determinato perché perseguo i miei obiettivi, concreto perché preferisco i fatti alle troppe parole e infine metodico perché mi piace sempre essere organizzato in ogni cosa che faccio.

D: Come e quando è nata la tua passione per la scrittura?
F: Quando avevo 15 anni di tanto in tanto mi ritagliavo un po' di spazio per scrivere storielle create dalla mia fantasia, cose assurde. Non dicevo a nessuno che scrivevo, un po' avevo vergogna, poi, negli ultimi tre anni, ho seguito dei corsi e ci ho creduto in questa cosa, mi sono posto degli obiettivi fino alla mia prima pubblicazione che è avvenuta proprio questa estate.

D: Da quanto tempo scrivi? E cosa hai scritto e pubblicato fino adesso?
F: Assiduamente sono due anni e mezzo. Ho scritto molte cose per conto mio, le idee non mancano. Per ora ho autopubblicato un libro di poesie da solo intitolato "Sussurri poetici" e infine questa estate, a Luglio, il mio primo romanzo con una casa editrice intitolato "I guardiani dell'Efterion".



D: Che generi prediligi scrivere? Perché?
F: Le cose che scrivo sono fantasy particolari e fiabeschi ambientati in uno spazio immaginario con alieni particolari. Non lo so nemmeno io il perché, forse leggendo libri del genere ambientati tutti nel Medioevo e troppo stereotipati ho iniziato a battere un'altra strada che molto potrebbe avvicinarsi a quella di supereroi fumettistici e difatti mi piacerebbe fare altri progetti creativi anche di questo tipo con i miei personaggi.

D: Quando scrivi la tua storia, prepari prima una scaletta e/o delle schede-personaggio oppure scrivi a braccio, cioè senza prepararti nulla?
F: Sì faccio mole scalette della trama, dei personaggi, raramente dei capitoli. So sempre come inizia e finisce quello che devo scrivere, il bello è riempire lo svolgimento della storia, perché poi in corso di stesura la scaletta cambia con introduzione di altri personaggi oppure vicende. Difatti ho promemoria pieni di venti pagine word su altri progetti futuri prima di iniziare una stesura, abbastanza elementi e se non ce l'ho inizio altre cose perché dopo rischi di fermarti e confondere le cose. Ciò che posso dire è che ho la fissazione per i nomi particolari e, quindi, devo vedere sempre dove collocarli e su ognuno di essi ci costruisco un personaggio altrettanto particolare. I nomi sono una dannazione, perché non li voglio perdere e se non vanno bene in un romanzo o in una storia li uso in altre. Non riesco a farne a meno.

D: Cosa ti entusiasma di più della scrittura: la parte creativa (quindi la stesura del romanzo) o la parte riflessiva (quella quando editi il romanzo e ripensi a certi passaggi)? O entrambe?
F: Boh non saprei dire una cosa in particolare, mi entusiasma molto avere certe idee e metterle per iscritto o anche pensare forse a personaggi a cui sono molto affezionato.

D: Preferisci soffermarti più sulle descrizioni ambientali e fisiche o sulla caratterizzazione dei personaggi? Quindi, i tuoi romanzi sono più dialogati o più descrittivi?
F: Sono un amante dei thriller storici, quindi le mie descrizioni sono ridotte al minimo perché comunque devono esserci se le ambientazioni sono particolari. Quindi preferisco molto l'azione che lascia dunque un filo di mistero in tutte le vicende.

D: Cos'è per te, dunque, scrivere?
F: E' la mia passione, è quel momento di estasi in cui puoi creare tutto quello che vuoi senza limiti.

D: Cosa non scriveresti mai? Perché?
F: Non scriverei mai romanzi di fantascienza, perché non li amo e li trovo noiosi e limitati.

lunedì 4 luglio 2016

Intervista a... Veronica Garreffa

Cari amici del blog,

è qui con noi, oggi, la scrittrice Veronica Garreffa che attraverso le mie domande ci parlerà un po' di se e del suo romanzo. 

Domanda: Ciao, vuoi presentarti un po' ai lettori del mio blog?
Veronica: Ciao a tutti! Mi chiamo Veronica Garreffa e sono nata il 12 Settembre 1995. Vivo a Genova, la città Superba che è stata spesso oggetto di testi scritti dai grandi autori che ho sempre apprezzato. Non a caso sono un'amante del mare, dello scroscio delle onde e del profumo dell'acqua marina: elementi di un quadro perfetto quando cerco ispirazione. Mi è sempre piaciuto leggere, ho cominciato con i libri di Geronimo Stilton; e il primo testo che abbia mai scritto risale alla mia tenera età di otto anni, quando scrissi una poesia dedicata a mio padre che, purtroppo, era venuto a mancare qualche anno prima. Al liceo ho frequentato l'indirizzo linguistico ed è stato nel corso di quei cinque anni che ho capito cosa volevo fare nella mia vita. Adesso frequento il corso di laurea di Scienze della comunicazione e, oltre a quello della scrittura, vorrei realizzare anche il sogno del giornalismo.

D: Descriviti con cinque aggettivi, spiegando il perché...
V: Gli aggettivi che mi descrivono meglio sono paradossalmente contrastanti tra di loro. Sono sempre stata una persona timida e pacata che preferisce stare in silenzio e farsi gli affari suoi piuttosto che immischiarsi in situazioni spiacevoli; ma sono anche molto tenace, perché mi pongo degli obiettivi ben precisi e cerco di raggiungerli ad ogni costo, il che mi aiuta a combattere la timidezza. Nonostante il mio carattere tranquillo, ho anche una personalità curiosa e dinamica, perché mi piace esplorare e imparare, mentre non amo stare troppo tempo senza fare niente. Come ultima caratteristica, sono una persona molto empatica: mi viene facile mettermi nei panni della gente e capire quello che prova, infatti capisco quasi subito se con qualcuno posso andare d'accordo o meno.

D: Come e quando è nata la tua passione per la scrittura?
V: La mia passione per la scrittura è nata, come si può immaginare, dai libri che leggevo e dai film che guardavo. Ho avuto molte fonti di ispirazione che spesso mi portavano a inventare storie che, quando ero piccola, facevano da sfondo ai giochi che creavo con mio fratello. Quando crebbi la mia fantasia non mi abbandonò e, poiché l'età del gioco era ormai lontana, cominciai a trascrivere le storie che inventavo. Nel corso degli anni mi accorgevo sempre di più che mi appassionava scrivere racconti, ma anche recensioni e articoli che avevo come compito a scuola.

D: Da quanto tempo scrivi? E cosa hai scritto e pubblicato fino adesso?
V: Alle elementari la mia maestra diceva sempre che, invece di stare attenta, viaggiavo tra i miei mondi. Non aveva tutti i torti in effetti, anche se man mano che crescevo ho capito che mi conveniva ascoltare la lezione in classe e dedicarmi alla immaginazione in altri momenti e ad un certo punto ho cominciato a ritagliare dei momenti nella mia giornata per scrivere. Infatti arrivò il momento in cui, all'età di sedici anni decisi di cominciare un progetto, di portarlo avanti e di farne la mia vita. Fu così che diedi sfogo alla mia fantasia e a tutto ciò che avevo dentro e che volevo comunicare, dando vita alla mia prima opera, La Guardiana dei Draghi, che ho pubblicato all'età di vent'anni.

D: Che generi prediligi scrivere? Perché?
V: Da come si sarà capito dalla mia storia e dal titolo del mio libro, mi piace scrivere prevalentemente fantasy, perché è un genere che ha molte sfaccettature e, per quanto mi riguarda, mi permette di sfogare quello che a me piace chiamare il mio "vortice mentale"; tutto questo, però, non senza mantenere una logica, che è essenziale per far reggere tutti i fenomeni fantastici di un racconto.

D: Quando scrivi la tua storia, prepari prima una scaletta e/o delle schede-personaggio oppure scrivi a braccio, cioè senza prepararti nulla?
V: Dato che tutte le mie stesure, soprattutto il mio libro, contengono molti elementi collegati tra loro, devo per forza preparare una scaletta dei principali eventi e dei singoli capitoli, oltre alle schede dei personaggi, delle comparse e delle ambientazioni. Specialmente nella mia situazione, in cui i luoghi della storia e le creature che vi abitano sono completamente inventati da me, non posso non possedere dei quaderni pieni zeppi di appunti.

D: Cosa ti entusiasma di più della scrittura: la parte creativa (quindi la stesura del romanzo) o la parte riflessiva (quella quando editi il romanzo e ripensi a certi passaggi)? O entrambe?
V: Penso che entrambe le parti diano grandi soddisfazioni, tuttavia è nel momento creativo che mi sento veramente bene. Nel momento esatto in cui scrivo, davanti a me non vedo uno schermo luminoso e una tastiera, ma vedo le scene che immagino come se le stessi vivendo sulla mia pelle; se a questo aggiungo anche che la scrittura mi permette di sentire tutti i pensieri profondi dei personaggi, è un'emozione indescrivibile.

D: Preferisci soffermarti più sulle descrizioni ambientali e fisiche o sulla caratterizzazione dei personaggi? Quindi, i tuoi romanzi sono più dialogati o più descrittivi?
V: I miei libri sono, senza dubbio, incentrati sui personaggi. Ciascuno di loro ha una storyline, quindi anche un'evoluzione psicologica. Infatti mi piace definire La Guardiana dei Draghi un fantasy di formazione. Di conseguenza i miei scritti sono più dialogati, ma non mancano paragrafi in cui mi soffermo sulle descrizioni dei pensieri. Mi piace anche descrivere certi ambienti con dettagli e metafore, ma i personaggi hanno sicuramente una posizione di prestigio. Andando avanti mi piacerebbe creare un equilibrio tra le due cose.

D: Cos'è per te, dunque, scrivere?
V: Nella mia adolescenza ho avuto molte passioni, come la danza, ma la scrittura è come se fosse una valvola di sfogo mentale. Crescendo con l'età vorrei crescere anche come scrittrice e imparare sempre di più fino a farne il mio lavoro. Si può dire, quindi che la scrittura sia uno degli elementi fondamentali che compongono il puzzle della mia vita.

D: Cosa non scriveresti mai? Perché?
V: Non scriverei mai romanzi rosa, perché non sono troppo romantica, anche se a mio parere l'amore è uno dei tanti ingredienti che non devono mancare per creare la storia "perfetta".